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Rassegna Stampa – Il Quotidiano della Costiera 18/05/2022

Superbonus: da grande opportunità a occasione mancata. L’intervista ad Angelo Grimaldi

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Eravamo rimasti all’impennata dei prezzi e la conseguente irreperibilità delle materie prime per l’edilizia.

L’osservatorio di UNACO, associazione composta esclusivamente da piccole aziende edili che operano direttamente sul campo, aveva già evidenziato il trend negativo e lo aveva denunciato circa un anno fa, sia a livello nazionale, che a livello locale dalle pagine di questo quotidiano, che segue da sempre e con grande attenzione le nostre iniziative e le attività dei bonus edilizi.

In pratica, il superbonus così com’è, non è più appetibile, nè per le aziende nè per gli istituti di credito che devono anticipare i fondi per poi monetizzare negli anni, così come stabilito per legge

Il superbonus non avrà più possibilità di svolgere il ruolo per il quale era stato concepito.

Infatti data l’altissima propensione al possesso della casa da parte dell’82% degli italiani, il superbonus era una grande occasione per adeguare sia staticamente con il sismabonus (non dimentichiamo che il territorio italiano è per buona parte a rischio sismico), che energeticamente il patrimonio immobiliare, con l’ecobonus.

Mai come in questo momento, data la scarsità delle risorse energetiche era opportuno proseguire su tale strada, per affrancarci dagli altri paesi da cui dipendiamo energeticamente, ma le cose stanno evolvendo in senso diverso.

Per saperne di più in merito abbiamo intervistato il presidente di UNACO, Angelo Grimaldi.

Tra le ultime modifiche al superbonus c’è l’inserimento di obbligo di certificazione SOA per le imprese che vogliono proporre lo sconto in fattura. Qual è il suo giudizio in merito?

Sicuramente rivolgersi ad imprese maggiormente strutturate è in linea oggettiva, una garanzia per i committenti, che sono alcuni tra i responsabili a tutti i livelli, delle attività per la realizzazione dei lavori per il superbonus.

Noi di UNACO in linea di principio diamo un giudizio positivo, ma vogliamo precisare che non deve essere tassativo il solo possesso dei requisiti SOA, ma potrebbe essere opzionale, l’Italia si compone anche di micro e piccole imprese edili che potrebbero essere tagliate fuori, nel senso che dovrebbe anteporsi a tale requisito, questo non derogabile, della storicità aziendale, si da testimoniare l’esperienza che occorre ad eseguire i lavori edili, si eviterebbe di affidarsi a chi di fatto, ha causato i danni che stanno scontando tutte le aziende e le persone per bene che potevano trarre i benefici immaginati dal legislatore.

Chi ne esce particolarmente pregiudicato?

In primis il popolo italiano, le aziende, l’economia in generale, non dimentichiamo che l’edilizia muove 3,3 volte di indotto del proprio fatturato.

Considerato il valore della manovra e il costo del superbonus110 sulle finanze pubbliche, la necessità di garantire maggiori controlli sembra essere ragionevole. Quale sarebbe un giusto compromesso? Su cosa si dovrebbe agire concretamente?

Non siamo tanto convinti del peso eccessivo della manovra, poiché riteniamo che sia in gran parte auto liquidante.

Sicuramente i controlli agevolano chi lavora con serietà e rispetto delle leggi, quindi tutti gli attori della filiera, partendo dai committenti stessi, alle imprese edili, ai fornitori tutti, agli artigiani.

Secondo noi si dovrebbe agire concedendo serenità al settore.

L’unico modo per farlo è rendere strutturale la norma, anche abbattendo l’aliquota, anche oltre il 2025.

Tale proposta è stata già resa da noi nota ed è condivisa dalle professioni tecniche.

Rendere strutturale aiuterà a farla metabolizzare nei tempi giusti dal sistema fiscale italiano, consentirà di creare lavoro vero con assunzioni strutturali in edilizia e consentirà nel frattempo di formare le nuove maestranze che in questo momento risultano numericamente insufficienti.

La carenza della manodopera e dei tecnici edili, deriva dal rallentamento che il mercato ha subito per vari motivi in modo progressivo e continuo, negli ultimi trent’anni.

Come valuta il dialogo tra Governo e costruttori e associazioni di categoria?

La ringrazio per la domanda e approfitto per proporre un’azione congiunta ancora più forte tra il Governo, tutte le associazioni di categoria, le rappresentanze delle professioni tecniche e il supporto indispensabile dei sindacati.

Il dialogo con il Governo è necessario e deve essere continuo, senza di esso non si riuscirà a rendere fruibile l’accesso ai bonus edilizi.

Annuncio a tal proposito, che a breve UNACO sarà al MIMS (Ministero Infrastrutture e Mobilità Sostenibili) per portare il proprio contributo alla discussione.

Ci fa il punto sul lato burocratico del superbonus110? Ci sono particolari criticità che andrebbero risolte, e come?

Il punto che ci sentiamo di fare come UNACO sul lato burocratico è alquanto sconfortante, nel senso che il punto cardine che è la cessione multipla dei crediti di imposta maturati, è bloccato.

Tale possibilità aveva dato l’unico concreto slancio all’applicazione del superbonus.

Le criticità che rileviamo sono brutalmente crude e semplici, senza la cessione multipla del credito il superbonus non partirà più, i problemi immediati sono rappresentati dai lavori in corso che non ripartiranno ed è facile anche immaginare i contenziosi nei quali saranno trascinate le aziende e i committenti proprietari degli immobili, ingaggiando “una guerra dei poveri”, senza contare che molti colleghi saranno esposti a rischio default.

In virtù delle modifiche al decreto, che futuro si profila per il settore?

Purtroppo la norma ha subito oltre 15 modifiche dalla prima emanazione e ad oggi, non chiarisce ancora del tutto le criticità, in quanto frutto di emendamenti presso una sola Camera, di fatto non consente di organizzare in modo strutturale le aziende edili e quelle del credito che potrebbero aspirare a commerciarlo, così facendo si scoraggia il settore facendo indirizzare altrove gli obiettivi aziendali e allontanando gli investitori.

Date le circostanze e senza una modifica sostanziale della norma, il futuro per il superbonus è a tinte molto fosche.

Mi sento inoltre di poterci mettere a disposizione delle aziende edili di qualsiasi dimensione, che sono per la stragrande maggioranza in regola e rispettose delle leggi, per divulgare con grande serenità se occorre, a chi ancora non fosse pratico del superbonus, per consentire ai committenti privati di scegliere consapevolmente se intraprendere la strada dei bonus edilizi ed evitare contenziosi e danni patrimoniali.

Quale, invece, si auspica?

L’auspicio è che anche se in questo particolare momento storico, che vede sullo sfondo la guerra in Ucraina, la politica tutta si confronti con le associazioni di categoria e con i sindacati di settore per mettere a punto una riforma che consenta serenità di lunga durata su questi lavori e al settore tutto, all’atto pratico dobbiamo scongiurare l’insorgere di contenziosi infiniti che porterebbero allo sfinimento aziende edili e committenti privati.

Siamo pronti a raccogliere la sfida per essere di concreto supporto.